Siamo tutti "pariolini".
"Se hai 16 anni e vivi nel quartiere più bello di Roma sei fortunato. Il nostro è il migliore dei mondi possibili... per quanto sia tutto così perfetto, per sopravvivere abbiamo bisogno di una vita segreta".
È questa la frase con la quale ha inizio e con la quale si conclude "Baby", la serie Netflix che prende spunto dallo scandalo delle "baby squillo" che finì su tutti i mass-media nazionali. Ma non voglio parlare di questa vicenda, bensì di tutto il contorno e del carattere emotivo che ne concerne, di quanto il fatto che sia "[...]Tutto così perfetto" che per "sopravvivere" si ha bisogno di trovarsi un alter ego, una seconda vita, una valvola di sfogo.
È una frase emblematica che spiega lo spirito della serie, ma soprattutto lo spirito dell'ambiente che si vuole descrivere al di là dell'opera cinematografica. Non vorrei che passasse le vecchia e ormai in disuso idea che: denaro = cattiveria, avarizia, superficialità; io non credo questo poiché il denaro è solo un mezzo e non si può dare la colpa ad un oggetto per giustificare i comportamenti erronei di molti individui. È come dire:" La colpa è dei social se la società di oggi fa così schifo!", non è vero, i social mettono solo sotto i riflettori lati che altrimenti rimarrebbero allo scuro ma che comunque sarebbero presenti. Smettiamola quindi di stigmatizzare qualcuno a causa della sua potenza economica, perché esistono tantissime persone ricche ma con un gran cuore ed esistono persone senza un soldo in tasca: cattive, perverse, pericolose; spesso il "ricco" si disprezza per invidia che per una reale ragione e questa è ignoranza.
Il problema può essere dato da una certa debolezza che fuoriesce non appena si entra a far parte di un determinato sistema che può essere quello "Pariolino", dove l'apparenza è tutto ed è così importante da essere posta davanti al benessere emotivo dei propri figli, del proprio partner, dei propri sentimenti. I vestiti firmati e di ottima fattura non coprono le debolezze umane, bensì talvolta le amplificano perché nel caso di questi minorenni, il sistema si aspetta sempre qualcosa di più, la loro posizione nella piramide sociale implica che debbano assumere dei comportamenti impeccabili, preconfezionati che non si addicono per niente a dei ragazzi della loro età. La serie è uno spaccato della vita reale e di una problematica reale, che mostra come la repressione, la mancanza di ascolto, il materialismo, riescano a creare turbe giovanili che si ripercuotono sulla società una volta che tali individui diventano donne e uomini della classe dirigente. La totale assenza di affetto e attenzioni da parte dei genitori che nonostante ciò si aspettano comprensione da parte della prole, comprensione che non hanno loro per primi ed automaticamente non hanno saputo insegnare ai secondi, accentua ancora di più la cecità di fronte all'abisso nero nei quali i giovani imperversano costantemente come se fosse la normalità, collezionando un disastro dopo l'altro guidati dall'incoscienza che è tipica della fanciullezza ma che non dovrebbe oltrepassare la linea del buonsenso.
La costante ricerca di attenzioni da parte di persone del sesso opposto per tappare i buchi del proprio bagaglio inconscio che viene confusa con l'amore e con esso il sesso come gioco di dominazione, utilizzato come merce di scambio, come estremo atto di ribellione fuori controllo nei confronti delle autorità e come sacco da boxe per sfogare la frustrazione. Non è forse tutto ciò reale? Non è forse tutto ciò presente nelle nostre vite e se non nelle nostre, in quelle di coloro che abbiamo intorno?
Non credete che sia il caso di comprendere che esistano più universi verso i quali prestare attenzione prima che sia troppo tardi? Errare è umano si sa, ma perseverare è diabolico; i multipli universi sono fatti non solo dalla carriera, dalla bella auto, dall'apparenza, ma esistono universi fatti di: famiglia, comprensione, rispetto,amore.
Spesso saltiamo subito alle conclusioni, non ci poniamo domande, non esaminiamo, ma giudichiamo. Qualcuno si comporta anche in maniera più opinabile rispetto a colui che viene colpito dai giudizi e dalle insinuazioni ma questo non pare toccarlo perché ora sul patibolo c'è un altro e l'odio verso di lui è un buon collante per le persone sole che non vogliono sentirsi tali o che non vogliono avere a che fare con il proprio lato nascosto. Ludovica dice:" Tutti fanno l'amore, a tutti piace il sesso, ma solo io sono il "secchiello""; a me la frase ha fatto pensare e sinceramente mi ha colpito perché è stato come ricevere un pugno in pieno stomaco e ho potuto percepire la rabbia e il dolore di qualcuno che viene massacrato e messo alla gogna pubblicamente per aver fatto un qualcosa che fanno tutti e ad agghiacciarmi è stata la parola "secchiello" come se una persona possa essere declassata ad oggetto: usata e gettata via come si fa con un giocattolo rotto o che non ci piace più. Ogni essere umano ha lottato o lotta con i propri problemi, ogni essere umano combatte la propria guerra, eppure è come se la società volesse insegnarci che tutto questo è da nascondere perché è come se fosse fonte di vergogna. Si prendono i propri demoni per il collo e si cerca di affogarli nel fondo del mare che a volte prende la forma di una bottiglia di alcool, di polvere bianca stesa su uno smartphone, di una siringa monouso, quando tali demoni per quanto faccia male dovrebbero solo essere ascoltati e poi col tempo lasciati andare.
Se riusciamo a leggere con attenzione queste parole e a percepirne il messaggio ci renderemmo conto che i Parioli sono ovunque, siamo tutti "pariolini" seppur molti di noi non ricoprono posizioni gerarchiche sociali alte. Chiaro è che ciò non giustifica i comportamenti errati di molti, io dico solo che a volte chi abbiamo di fronte non ha bisogno di un dito puntato, ma di un caldo e tenero abbraccio.
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