Amor che nulla amato amar perdona.
Sono giovane e come tutti i miei coetanei ho le mie paure, le mie incertezze, i miei quesiti. Uno di questi ultimi riguarda sicuramente l'amore. Il mio avvicinarmi ad un quarto di secolo, mi spinge a fermarmi e guardarmi indietro. Sono cambiate molte cose in tutti questi anni, ho fatto le mie esperienze; dagli amori adolescenziali, agli amori più maturi di una giovinezza più inoltrata. Ma l'amore in fin dei conti cosa è? Come funziona? Ricordo che a scuola c'era l'ora di "educazione sessuale", ma non ricordo di aver mai frequentato l'ora di "educazione all'amore" e credetemi, probabilmente sarebbe utile istituirla anche se dubito che possa essere spiegato. Cioè, gli insegnanti provano a spiegarti come lo spermatozoo riesca ad arrivare all'ovulo per fecondarlo, facendo apparire questo processo, come la cosa più semplice del mondo, quando in realtà per arrivare a tutto ciò, non ci viene mostrato il labirinto che dobbiamo affrontare per arrivare ad assaporare il dolce frutto proibito costituito dal piacere reciproco. E con l'amore credo che venga fatta la stessa cosa, viene illustrato come se fosse semplice, ma poi non lo è mica tanto... Credo personalmente, che ci sia una grande confusione quando si parla di questo sentimento, credo che in realtà tutti provino a spiegarlo ma nessuno si preoccupa davvero di comprendere come sia "fatto". Io questa domanda me la sono posta e mi sono anche dato una risposta e ci tengo ad illustrarvela.
Ho osservato come la società tende a dipingere l'amore. Per un po' di tempo ho affinato i miei sensi e ho cercato di tenere i miei occhi ben aperti e le mie orecchie ben lavate, in modo tale da riuscire ad assorbire tutto ciò che poteva essermi utile per giungere ad una risposta. Ho notato quanto giornalmente veniamo bombardati da messaggi come: "Senza te non vivo", "Tu sei tutto per me", "Sei la mia vita", "Senza di me sei niente" e potrei continuare all'infinito. Ma poi nella mente mi è apparso lui, uno dei miei più grandi idoli, un'icona indissolubile a livello mondiale: Bob Marley. Ha parlato sempre di amore, dicendo che egli tutto crea, che distrugge il male, che ci permette di vivere bene, nell'abbondanza e nell'armonia. Un'ulteriore domanda allora mi è sorta spontanea: ma se l'amore fa del bene, perché qualcuno si trova a soffrirne in questo modo? E soprattutto se l'amore crea, perché la società ci fa credere che egli possa distruggere? Semplice! Perché viene indicato come "amore", ciò che in realtà "amore" non è.
Dubito fortemente che l'amore vero, quello reale, puro e sincero, possa trasformarsi in violenza, posso sfociare in un qualcosa di pericoloso. Credo che la linea che divide l'amore dalla dipendenza, sia molto sottile. Si tende a mischiare le due cose, come se fossero parti di un qualcosa di unico; errato. La musica, i romanzi, il cinema, sono complici di questa rappresentazione dell'amore che la società non fa altro che propinarci. E' come se venissimo educati al doverci sentire per forza incompleti; incompleti senza quel tipo di prodotto, senza quel range di stipendio e si, incompleti senza qualcuno al nostro fianco. Come se la persona al nostro fianco, fosse l'unico vero tassello mancante per arrivare a poter dire: ok gente, scopo raggiunto! E poi ci lamentiamo che i divorzi sono in aumento, che gli episodi di violenza domestica sono in aumento e così via. E se invece si procedesse ad educare i propri figli fin da piccoli al profondo rispetto di sé? E se spiegassimo loro che possono fare ed essere ciò che vogliono nella vita, a patto che rispettino sempre sé stessi e il prossimo? Spesso in televisione passava uno spot di un prodotto alimentare del quale adesso mi sfugge il nome, ma lo slogan era costituito da questa frase:"La prima regola per piacere, è piacersi". Diamine, per essere un semplice spot, ho capito col tempo che diffondeva un messaggio apparentemente scontato che però all'effettiva messa in pratica in pochi seguono ed è stupefacente gli effetti che sulla società si possono avere se improntassimo la nostra educazione su questo livello. Educare le nostre figlie ad essere donne indipendenti e soddisfatte, permette di creare individui più felici e coppie più stabili piuttosto che insegnare che "devono trovarsi un bravo marito che si prenda cura di loro"; ma cura di che? Non hanno dei deficit da avere il bisogno di qualcuno e questi uomini non devono essere costretti a dover sposare una "brava ragazza" per essere ritenuti all'altezza dell'ideale mascolino e padre di famiglia rappresentato da questa società stereotipata. L'amore è quindi immagino, un qualcosa di spontaneo, un qualcosa che non ha a che fare con dei modelli, non ha a che fare con la dipendenza, ma qualcosa che ha a che fare con la gioia, con la semplicità, con la serenità di poter essere se stessi. Tutto il resto le reputo idiozie da film adolescenziali che vogliono solo costringere la gente a comportarsi in questo o in quel modo. Siamo stati sempre abituati fin dall'antichità: cavalieri che salvano dame, dame che si sacrificano per i cavalieri, e poi "l'amor cortese", le muse ispiratrici, e lei sempre bella e sistemata e lui sempre "cazzuto" e virile e via dicendo. Ma nell'amore vero dubito che qualcuno debba o voglia essere salvato, l'amore vero non è un ancòra, l'amore vero è amore, vero, stop. Lo vedo più come un: "Ti amo, senza di te vivo lo stesso, ma ti amo e sei un qualcosa in più nella mia vita". Se una ragazza mi dicesse:"Senza di te non vivo", mi salirebbe un'ansia non indifferente... Anche perché dai, ad "amor" concluso alla fine questi campano lo stesso. In conclusione dico che secondo me l'amore, ha più a che fare col rispetto che con la dipendenza e che forse i maestri avevano ragione, è semplice, siamo noi che ci complichiamo la vita. W l'amore, quello vero, quello sano, quello che crea, quello che "libera".